Nel mondo del vetro da oltre 30 anni

 

Il vetro è un materiale solido amorfo di aspetto trasparente. È composto dal 70% di silice sotto forma di sabbia (detta vetrificante), dal 14% di soda sotto forma di carbonato o solfato (detta fondente), dal 10% di calce sotto forma di calcare (detta stabilizzante), e da vari altri ossidi come allumina e magnesio che ne migliorano in particolare la resistenza agli agenti atmosferici. Ha una densità di 2,5 g/mc e perciò il peso di 1 mq di vetro è di 2,5 kg ogni mm di spessore.

Si sostiene che fu scoperto accidentalmente intorno al 5000 a.C. presso il fiume Belo in Siria da alcuni fenici che accesero un fuoco da campo e per sostenere le pentole utilizzarono dei blocchi di nitrato che fondendosi, per il calore del fuoco, con la sabbia della spiaggia, formarono un liquido trasparente

Come si ottiene (sistema attuale “Float”)

  1. Prima di entrare in forno, al miscuglio silice-soda-calce viene aggiunto del rottame di vetro per abbassare la temperatura di fusione
  2. Le materie prime vengono fuse in forno ad una temperatura di circa 1550°C; vengono eliminate le bolle gassose e il vetro viene quindi lievemente raffreddato per essere più viscoso
  3. In questo stato viene versato su un bagno di stagno a circa 1000°C dove galleggia formando un nastro di spessore variabile in base alla velocità con cui viene fatto depositare: ciò determinerà lo spessore del vetro
  4. La lastra di vetro, che esce dal bagno di stagno già rigida, passa nel forno di ricottura dove un tunnel di raffreddamento ne abbassa la temperatura a circa 250°C; la lastra viene poi lasciata raffreddare lentamente all’aria per evitare tensioni che potrebbero determinarne la rottura durante le lavorazioni
  5. Infine la lastra continua di vetro che esce dal forno di ricottura viene tagliata

Float

È il termine tecnico utilizzato per definire il vetro. Questo nome deriva dall’ultimo e attuale sistema per la fabbricazione del vetro piano, progettato dall’inglese Alastair Pilkington nel 1959, in cui il vetro allo stato liquido galleggia (floating) su un bagno di stagno fuso.
Norma di riferimento EN 572-1​.

Stratificato - Blindato

È composto da 2 o più lastre di vetro unite tra loro su tutta la superficie da materiale plastico (polivinilbutirrale). È il prodotto vetrario che offre la miglior garanzia di sicurezza, sia come protezione delle persone dalle ferite conseguenti a rotture della lastra, sia come protezione contro le azioni di malintenzionati. Lo strato plastico interposto ne aumenta notevolmente il potere fonoisolante.
Viene principalmente utilizzato per: vetrate, parapetti, gradini e gabbie di ascensori quando intelaiati almeno su 3 lati.
Norme di riferimento: EN 12543-1, 12543-2, 12543-3, 12543-4, 12543-5, 12543-6, 12600.

Stratificato Antirumore – Stratificato Acustico

Come lo stratificato ma con polivinilbutirrale fonoisolante.

Temprato – Temperato

È un cristallo che ha subito un trattamento termico per aumentarne le caratteristiche di resistenza meccanica e di resistenza allo shock termico. Viene introdotto in forno ad una temperatura di circa 600° e successivamente raffreddato rapidamente da getti d’aria. In seguito al trattamento il vetro diventa più elastico e resistente, e non è più possibile tagliarlo. È un prodotto di sicurezza antinfortunio (ove non sussista pericolo di caduta nel vuoto) perché in caso di rottura la lastra si sbriciola in minuti frammenti inoffensivi. Viene principalmente utilizzato per: vetrate senza struttura, porte senza telaio, box doccia, tavoli, mobili.
Norme di riferimento: EN 12150-1, 12150-2.

Stratificato Temprato

Unisce le caratteristiche dello stratificato a quelle del temprato. Vengono prima lavorati separatamente i singoli vetri e quindi stratificati.

Indurito

È un cristallo che ha subito un trattamento termico per aumentarne sensibilmente la resistenza alle tensioni di origine meccanica o termica, rimanendo comunque inferiore a quella di un vetro temprato. In caso di rottura forma schegge di grandi dimensioni e non è perciò considerato un vetro di sicurezza. Viene utilizzato negli stratificati, in assemblaggio con un vetro temprato, per migliorarne la stabilità in caso di rottura. Norma di riferimento EN 1863.

Vetrata Isolante – Vetrocamera

È costituito da 2 o più lastre di vetro separate tra loro da un profilo distanziatore metallico e sigillate sul perimetro con due tipologie differenti di sigillante; all’interno della vetrata è presente aria disidratata oppure gas isolante. Norme di riferimento EN 1279-1, 1279-2, 1279-3, 1279-4, 1279-5, 1279-6.

Specchio – Argentato

È un vetro con un trattamento di deposizione di argento metallico che ne rende riflettente una superficie, e di successivi strati protettivi. Inizialmente prodotto utilizzando rame e piombo a protezione dello strato d’argento, oggi le fabbriche di produzione sono riuscite a sostituire questi due metalli con specifiche vernici più ecologiche.
Norme di riferimento EN 1036-1, 1036-2.

Riflettente Pirolitico–Stopsol–A Controllo Solare

È un vetro su cui viene depositato mediante pirolisi uno strato trasparente di origine metallica parzialmente riflettente, che limita la penetrazione dell’irraggiamento solare consentendo una riduzione delle spese per il condizionamento. Se utilizzato in vetrata isolante, la superficie trattata può essere posizionata sia all’interno che all’esterno. Nelle versioni con vetro colorato è consigliata la tempra se esposti a sfavorevoli condizioni di insolazione, dato che per il loro alto coefficiente di assorbimento energetico andrebbero incontro a rischio di rottura per shock termico.

Basso Emissivo – Low-e

È un vetro su cui viene depositato mediante pirolisi (pirolitico) o polverizzazione catodica sotto vuoto (magnetronico) un sottile deposito di materiale di origine metallica che riduce la dispersione termica attraverso il vetro nei periodi più freddi. Viene utilizzato esclusivamente in vetrata isolante ed installato con il lato trattato all’interno, sia in faccia 2 che in faccia 3 (in faccia 3 si ottimizza il fattore solare).

Extrachiaro

È un vetro ottenuto con lo stesso procedimento del vetro float ma con ridotto contenuto di ossidi di ferro; questa differenza rende il vetro più trasparente (meno verde). Viene utilizzato per: musei (rispetto dei colori delle opere), negozi, arredamenti d’interni.
Norma di riferimento: EN 572-2.

Stampato

È un vetro traslucido con una o entrambe le facce impresse con disegni. Lo stampo si ottiene con la laminazione della colata di vetro tra due cilindri, uno dei quali riporta impresso un motivo.
Norma di riferimento EN 572-5.

Retinato – Armato

È un vetro colato traslucido, greggio, nel quale è incorporata una rete metallica a maglia quadra saldata di 12,5 mm.
Norme di riferimento: EN 572-3, EN 572-6.

Borosilicato - Pyrex

È prodotto sostituendo gli ossidi alcalini normalmente presente nella silice con ossido di boro, che ne abbassa notevolmente il punto di rammollimento, rendendo così il vetro resistente agli sbalzi termici. È molto trasparente e robusto. Ha uno spessore di 3,2 o 5 mm. Norme di riferimento: EN 1748-1-1, 1748-1-2, 13024-2.

Specchio spia

È un vetro riflettente che si ottiene ricoprendo una superficie del vetro trasparente con uno strato di ossidi metallici per mezzo di nebulizzazione sotto vuoto. 
Esso permette, in certe condizioni di luce, di sorvegliare un locale, standosene in un altro, senza che l'osservatore possa essere visto.

Ceramico – Ceramicato – Robax

Non è un vetro, bensì ceramica trasparente. Ha una colorazione leggermente rosata ed uno spessore di 3, 4 o 5 mm. Resiste fino ad una temperatura di quasi 800° ed a notevoli sbalzi termici, e riesce a filtrare i raggi uv. Per queste sue caratteristiche viene principalmente utilizzato per stufe, camini e fonti luminose anche emittenti ultravioletti.
Norme di riferimento: EN 1863-1, 1863-2.

Diffusore

È un vetro ottenuto per placcatura riportando a caldo una sottile lastra di materiale vetrario bianco latte opalescente su di un’altra lastra di vetro trasparente. L’effetto molto diffondente della luce dato dal vetro bianco dà il nome al prodotto.
Norme di riferimento: EN 1051-1.

Smaltato – Laccato – Verniciato

È un vetro colorato non trasparente ottenuto mediante deposito uniforme a spruzzo di uno strato di vernice su una delle facce del vetro. A seguito del trattamento il vetro può essere temprato per aumentare la resistenza del colore.

Satinato – Acidato

È un vetro reso opaco per corrosione di una faccia con acido.
Manutenzione: utilizzare per la pulizia acqua e ammoniaca ed asciugare subito con un panno pulito, meglio se in microfibra, passando ripetutamente ma delicatamente nello stesso senso.
Norma di riferimento: EN 572-2.

Soffiato

È un vetro prodotto per soffiaggio, in cui si evidenziano bolle, cordoni, stirature.

Sabbiato

E’ un vetro reso opaco per corrosione di una faccia con un particolare tipo di sabbia, il corindone rosso bruno (un ossido di alluminio) spruzzato sul vetro da una macchina sabbiatrice.

Serigrafato

È un vetro con una faccia rivestita da motivi decorativi inalterabili, ottenuti depositando uno smalto sul vetro attraverso un telaio in tessuto (processo serigrafico). Lo smalto viene in seguito vetrificato mediante un trattamento termico ad oltre 600 °C che conferisce al vetro un’eccellente stabilità chimica e meccanica. Norme di riferimento: EN 12150-2.

U-glass – U-glass Armato

E’ una barra di vetro traslucido profilata a forma di U. E’ un vetro strutturale in quanto la sezione resistente di questa barra permette di vetrare ampi vani vincolando le barre alle sole strutture perimetrali. Nella versione armato incorpora nella sua massa 8 fili di acciaio inossidabile posti longitudinalmente.
Norme di riferimento: EN 572-7-.

Parafiamma – RE

I vetri parafiamma sono particolari tipologie di vetro stratificato temprato a 2 strati: le singole lastre sono unite da una sostanza plastica intumescente trasparente che in caso d’incendio si opacizza. I vetri parafiamma, mantengono le caratteristiche di resistenza meccanica (R) e di tenuta alle fiamme ed ai gas caldi (E) evitando così la propagazione, da un edificio ad un altro o da un ambiente all’altro, di fiamme e gas caldi, possibili responsabili di un innesco d’incendio. Le classi di resistenza sono 30, 60, 90 e 120 minuti. Può essere utilizzato come vetro semplice oppure assemblato in vetrata isolante per applicazioni esterne. Il suo spessore dipende dal tipo di applicazione (esterna o interna) e dal livello di protezione (30, 60, 90, 120).

Tagliafuoco – REI

I vetri tagliafuoco sono particolari tipologie di vetro stratificato temprato a 2 o più strati: le singole lastre vengono unite tra loro a perimetro da un intercalare e lo spazio interno riempito con una sostanza gelatinosa intumescente trasparente che in caso d’incendio si opacizza. I vetri tagliafuoco mantengono le caratteristiche di resistenza meccanica (R), di tenuta alle fiamme ed ai gas caldi (E) e sono anche in grado di garantire un elevato isolamento termico tra la faccia esposta al fuoco e quella non esposta (I), impedendo così la propagazione dell’incendio per autocombustione degli oggetti e dei materiali investiti dall’elevata energia termica prodotta dall’incendio. Le classi di resistenza sono 30, 60, 90, 120 minuti. Può essere utilizzato come vetro semplice oppure assemblato in vetrata isolante per applicazioni esterne. Il suo spessore dipende dal tipo di applicazione (esterna o interna) e dal livello di protezione (30, 60, 90, 120).

Antiriflesso

È un vetro con una elevata trasparenza che consente una perfetta visione degli oggetti perché l’osservatore non viene disturbato dal riflesso della luce o dell’ambiente.
Si ottiene con applicazione sotto vuoto di ossidi metallici trasparenti su una superficie della lastra per evitare il riflesso della luce e dell’ambiente sulla vetrata. Viene utilizzato per: vetrine negozi e ristoranti, vetri protettivi per quadri e oggetti d’arte, vetrinette espositive, studi televisivi. Norma di riferimento EN 1096.

H.S.T. (Heat Soak Test)

È un trattamento successivo alla tempra destinato a ridurre drasticamente i rischi di rottura spontanea. Il vetro temprato infatti può essere soggetto a rottura spontanea causata dall’inclusione nel vetro di solfuro di nichel, che durante la tempra passa dal sistema di cristallizzazione trigonale di volume maggiore al sistema esagonale di volume minore. Questo processo è sufficientemente lento e consente al vetro, per le temperature in gioco, di adattarsi alle variazioni volumetriche dell’ inclusione cristallina. Durante il raffreddamento rapido ad aria, che caratterizza il processo di tempra termica, la relativa variazione volumetrica del cristallo da volume piccolo a grande non ha il tempo di prodursi e l’inclusione cristallina si trova, così, a temperatura ambiente in una configurazione volumetrica non corrispondente alla sua temperatura. Il cristallo di solfuro di nichel tenderà a riportarsi alla configurazione volumetrica corrispondente alla sua temperatura (volume maggiore), la crescita volumetrica dell’inclusione produrrà una pressione crescente nel punto dove è situata fino a provocare la rottura del vetro. Il processo di accrescimento dell’ inclusione è accelerato dal riscaldamento naturale o artificiale del vetro stesso.
Il vetro temprato HST è particolarmente indicato nelle facciate continue e nelle coperture.
Norma di riferimento: EN 14179-1, 14179-2.

Curvato – Bombato

È un vetro riscaldato fino alla temperatura di rammollimento (circa 600 °C) per potersi quindi adattare allo stampo sottostante e assumere le forme e le curvature desiderate. Può essere realizzato in vetro ricotto, temperato oppure stratificato ed è principalmente utilizzato per angoli di facciata, coperture, parapetti, vetrine.

Norma di riferimento: EN 572.

Autopulente

È un vetro sul quale è depositato, mediante pirolisi, uno strato trasparente di un materiale minerale fotocatalitico e idrofilo. Questo deposito sfrutta la doppia azione dei raggi uv della luce del giorno e dell’acqua per eliminare lo sporco accumulatosi sulla faccia esterna della vetrata; in particolare l’esposizione ai raggi uv causa la decomposizione dello sporco organico e rende la superficie idrofila, lo scorrimento dell’acqua sul vetro poi favorisce l’eliminazione dei residui decomposti e delle polveri minerali.

Norma di riferimento: EN 1096.

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